Quadro normativo

Secondo la Direttiva Europea del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 Giugno 2016, facente riferimento alla precedente del 2009/28/CE, sulla promozione dell'uso di energia da fonti rinnovabili, una biomassa è «la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani». Nella stessa Direttiva Europea si invita a sfruttare a pieno il potenziale della biomassa, ma anche all'esamina dei requisiti di un sistema di sostenibilità per gli usi energetici della stessa. In poche parole, bisogna sfruttare le biomasse tenendo presente la necessità di una gestione sostenibile di queste ultime al fine di minimizzare l'impatto ambientale.

Produzione di energia

Ai sensi della Direttiva Europea 2009/28/CE, rientrano nella categoria di biomasse anche i residui della lavorazione agricola e gli scarti delle industrie agroalimentari come gusci di nocciola, di mandorla, di noce, di noccioli di frutta e nocciolino vergine di oliva. Questi combustibili possono essere definiti eco-combustibili perché rappresentano una vera e propria alternativa green ai combustibili tradizionali come carbone, petrolio e gas. Anche questi "residui e scarti" sono in grado di fornire un importante contributo per la generazione di energia termica ed elettrica e hanno il vantaggio di essere meno dannosi per l'ambiente rispetto alle fonti di energia non rinnovabile.